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Visita della 5G al campo di concentramento di Mauthausen

In una delle baracche di Mathausen, uno studente legge un passo del libro Come passeri sperdutiLa visita al campo di concentramento di Mauthausen è un’esperienza che scuote la coscienza, un viaggio nel cuore della disumanizzazione nazista. Il percorso tra le baracche del campo e la cava di granito di Wiener Graben dove si possono vedere “la Scala della Morte” e il "muro dei paracadutisti" è stato accompagnato dalla testimonianza di Ennio Trivellin nel libro Come passeri sperduti, che ci ha restituito il dolore di uno studente veronese deportato a soli sedici anni, e dalle immagini di Bernard Aldebert, le cui illustrazioni, su Gusen II, danno forma visibile all'orrore indicibile dei campi satelliti. Il momento più alto della riflessione si è raggiunto nella "Stanza dei nomi" (Raum der Namen): qui, i nomi incisi nel buio restituiscono dignità a chi fu ridotto a numero, trasformando l'orrore del passato in un monito eterno contro l'indifferenza.

La classe 5G, durante il viaggio d’istruzione a Vienna, ha dedicato una giornata alla Memoria e ha scelto di raccogliere il senso profondo del lager attraverso alcune parole chiave: svalutazione, efficienza, disumanizzazione, disorientamento, impotenza e annullamento.

La sala dei nomi, nel campo di concentramento di Mathausen

Pubblicato: 07.04.2026 - Revisione: 07.04.2026