Regolamento d’Istituto sull’uso dell’Intelligenza Artificiale

Immagine generata con l'intelligenza artificiale1.   Il quadro normativo e documentale di riferimento

Il quadro di riferimento oggi è composto da fonti di diversa natura, con differente valore giuridico.

  • Regolamento UE 2024/1689, cosiddetto AI Act, che costituisce il primo quadro normativo europeo organico sull’Intelligenza Artificiale. Il Regolamento ha natura direttamente applicabile negli Stati membri, ma prevede una progressiva entrata in applicazione delle proprie disposizioni.
  • Orientamenti etici per gli educatori sull’uso dell’Intelligenza Artificiale e dei dati nell’insegnamento e nell’apprendimento, elaborati in sede europea. Tali orientamenti non hanno natura regolamentare vincolante, ma costituiscono un riferimento importante per leggere l’IA nella scuola secondo principi di intervento umano, equità, umanità, scelta giustificata, trasparenza, inclusione, non discriminazione, riservatezza e governance dei dati.
  • Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle Istituzioni scolastiche, pubblicate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito nel 2025. Esse forniscono un quadro strutturato per l’adozione consapevole e responsabile dei sistemi di IA nelle scuole, rivolgendosi alle dirigenti scolastiche e ai dirigenti scolastici, al personale amministrativo, alle docenti e ai docenti, alle studentesse e agli studenti.
  • Legge 23 settembre 2025, n. 132, entrata in vigore il 10 ottobre 2025, recante disposizioni e deleghe al Governo in materia di Intelligenza Artificiale. La legge nazionale conferma l’impostazione antropocentrica, trasparente, responsabile e rispettosa dei diritti fondamentali che già caratterizza l’approccio europeo.
  • Il Consiglio dei ministri, nella seduta del 10 giugno 2026, ha approvato due schemi di decreto legislativo relativi all’adeguamento della normativa nazionale al Regolamento (UE) 2024/1689 (c.d. AI Act), in attuazione delle deleghe contenute nella legge 23 settembre 2025, n. 132, recante «Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale». Con l’attuazione della delega il governo interviene in diversi settori della formazione scolastica, prevedendo misure specifiche per docenti, studenti ed adulti tra cui: aggiornamento delle indicazioni nazionali del secondo ciclo; inserimento dell’IA nell’educazione civica, con attenzione ai profili etici e alla cittadinanza digitale; rafforzamento delle competenze STEAM e dell’orientamento scolastico; formazione stabile dei docenti su funzionamento dei sistemi, rischi di errore e distorsione, tutela dei dati e uso responsabile dell’IA. Comunicato stampa del Governo

A questi riferimenti devono aggiungersi, per le scuole, il Regolamento UE 2016/679, cioè il GDPR, il Codice privacy, il Vademecum del Garante “La scuola a prova di privacy” e tutta la disciplina ordinaria in materia di trattamento dei dati personali, sicurezza informatica, responsabilità amministrativa e tutela delle persone minori di età.

2.   Il rinvio al 2027 delle regole sui sistemi di IA ad alto rischio

Il recente dibattito europeo ha riguardato il rinvio dell’applicazione di alcune regole dell’AI Act relative ai sistemi di IA ad alto rischio. Tra tali sistemi rientrano anche alcuni utilizzi in ambito educativo, ad esempio quelli destinati a incidere sull’accesso all’istruzione, sulla valutazione dei risultati dell’apprendimento, sull’assegnazione a percorsi formativi o sul monitoraggio delle condotte durante prove e verifiche.

Il differimento riguarda l’applicazione piena di specifici obblighi collegati ai sistemi di IA ad alto rischio ma non sospende gli obblighi già vigenti in materia di protezione dei dati personali, trasparenza, sicurezza, correttezza amministrativa, non discriminazione, tutela delle persone minori, libertà di insegnamento e responsabilità umana.

Pertanto le scuole, pur non essendo chiamate a una corsa emergenziale alla produzione di atti formali, debbono tuttavia considerare l’IA un fenomeno rilevante e non privo di rischi.

3.   Quando la scuola deve regolamentare l’uso dell’IA

La regolamentazione interna diventa necessaria quando l’istituzione scolastica utilizza, acquista, abilita, integra o mette a disposizione strumenti digitali che includono funzionalità di IA.

Nello specifico il Liceo Galilei utilizza la piattaforma Google Workspace for Education (che ha Gemini e NotebookLM al suo iterno); ma il regolamento comprende tutti i casi laddove siano attivate o utilizzate funzionalità di IA nell’ambito dell’organizzazione scolastica, della didattica o dell’amministrazione.

4.   Il punto privacy: attenzione alla deliberazione del Garante

Particolare attenzione deve essere dedicata al profilo della protezione dei dati personali.

Con deliberazione del 30 dicembre 2025, relativa all’attività ispettiva curata dall’Ufficio del Garante, anche per mezzo della Guardia di Finanza, per il periodo gennaio/luglio 2026, il Garante ha incluso tra gli ambiti di verifica anche l’utilizzo di strumenti di Intelligenza Artificiale in ambito scolastico.

Il punto, quindi, non è alimentare allarmismo, ma prendere atto che l’uso dell’IA nella scuola non può essere lasciato a pratiche informali, disomogenee o inconsapevoli.

Le scuole devono poter dimostrare di avere avviato un percorso ragionevole di consapevolezza, regolazione e valutazione dei rischi, proporzionato agli strumenti effettivamente utilizzati.