Strumenti di accessibilità

Eppur si Muove (aprile 2026)

Cari Galileiani, bentrovati! Siamo reduci dell'interessantissimo Festival del Giornalismo di Verona che ci ha visti impegnati come redazione al completo. Cogliamo nuovamente l’occasione per ringraziarvi per l’enorme supporto: senza il vostro sostegno, la voce di “Eppur si Muove” non potrebbe continuare a raccontare la complessità che ci circonda.In questo numero, il nostro sguardo si spinge oltre la superficie, cercando di decifrare le “maschere” che indossiamo ogni giorno. Viviamo in una società che assomiglia allo skyline di Manhattan: un’armatura di vetro e acciaio, tesa alla performance costante, dove le vetrate lucide servono a riflettere l’immagine degli altri per non mostrare mai cosa accada all’interno. Eppure, proprio come tra i grattacieli di New York esiste la ferita orizzontale di Central Park, così dentro di noi esiste uno spazio nudo e spettinato, fatto di terra e radici, dove la vulnerabilità non è un difetto di progettazione ma l’essenza stessa dell’essere umani. Questa riflessione sulla fragilità attraversa tutto il giornalino. 

Ci interroghiamo sulla salute mentale e su come la depressione non sia solo una variabile clinica, ma il sintomo di un sistema che trasforma la precarietà economica in colpa individuale. In un mondo che elogia la superbia, l’album di un giovane rapper diventa un’invettiva contro l’ignoranza e un inno alla“bellezza della debolezza”, ricordandoci che, in una società che rinnega l’umiltà, anche gli eroi muoiono e rivelano la loro natura ordinaria. Il tema della “funzionalità” torna prepotente nelle nostre pagine culturali. Cosa succede quando una persona smette di essere utile? È la domanda che ci pone un classico come La Metamorfosi: la tragedia non è la trasformazione fisica, ma il cambiamento dello sguardo degli altri quando non siamo più ingranaggi produttivi. 

Lo stesso dilemma etico lo ritroviamo nel cinema contemporaneo, con la figura di un Capo di Stato che affronta i suoi ultimi mesi di mandato tra decisioni spinose sull’eutanasia e la grazia, mostrandoci i drammi psicologici di chi deve gestire il potere senza perdere l’umanità. L’inclusività   non è però solo teoria, ma pratica quotidiana.Lo leggiamo nell’analisi di un evento mediatico come il Super Bowl, trasformato in uno spazio di rivendicazione per la cultura latina attraverso l’uso politico della lingua spagnola. E lo ritroviamo nelle testimonianze dirette sulla disabilità visiva:un racconto che ci insegna a guardare oltre il pregiudizio, mostrandoci come lo sport — in particolare l’arrampicata indoor — possa essere una sfida su misura per chiunque, un modo per gestire la paura e trasformare la resilienza in forza fisica e mentale.Non dimentichiamo la nostra anima scientifica. Il 14 marzo abbiamo celebrato la matematica con il Pi Day. Il numero 3,14 non è solo una costante geometrica, ma un linguaggio universale che compare dietro ogni fenomeno ciclico della natura. È la prova che il mondo ha un ordine nascosto, spesso invisibile ai nostri occhi, che aspetta solo di essere scoperto con curiosità e passione.Vi ricordiamo che la redazione è, come sempre, uno spazio aperto. Se avete una passione per la scrittura, il disegno o la fotografia, o se volete semplicemente dare voce a un’idea, non esitate a contattarci. Il giornalino è la voce di tutti noi: smettiamo di essere solo un panorama da ammirare e torniamo a essere un luogo da abitare insieme.

A presto!

Allegati

EppurSiMuove_426.pdf

(10,895.28 KB) - 04-04-2026
Pubblicato: 04.04.2026 - Revisione: 04.04.2026