Progetti “Diamoci una scossa - La rianimazione nella scuola” e “Pillole di primo soccorso - Peer to Peer”. Ringraziamento da parte dell'Azienda Ospedaliera di Verona

Nelle scorse settimane si sono conclusi, tra gli altri, anche due progetti relativi all’Educazione alla Salute e in particolare alla rianimazione.

Le attività denominate “Diamoci una scossa: la rianimazione nella scuola” e “Pillole di primo soccorso Peer to Peer” sono state organizzate in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera di Verona e nello specifico di un team di operatori, medici e infermieri guidati dal dott. Luca Dal Corso. I progetti coinvolgono da alcuni anni alcune scuole della provincia di Verona e rappresentano un modello virtuoso, riconosciuto a livello nazionale, di collaborazione tra la scuola, sanità, università e territorio, grazie al quale le studentesse e gli studenti hanno concretamente l’opportunità di vivere un’autentica esperienza di cittadinanza attiva, trasmettendo conoscenze, valori e competenze ai loro pari. 

Al liceo “Galilei” il progetto “Diamoci una scossa. La Rianimazione nella scuola” ha coinvolto 60 studentesse/studenti delle classi quarte (i nominativi sono riportati nelle circc. 099 e 168) e ha consentito loro di conseguire la certificazione "Esecutore DAE" che abilita all'utilizzo del DAE (Defibrillatore Semiautomatico Esterno) su tutto il territorio nazionale.

“Pillole di primo soccorso Peer to Peer” ha coinvolto in prima battuta 33 dei 60 studenti che avevano partecipato a “Diamoci una scossa” (i nominativi sono riportati nelle circ. 236) e in seconda battuta, secondo la metodologia della peer education, le 10 classi seconde dell’istituto e 3 classi quinte.

Condivido con piacere, nelle pagine che segiono, il testo dall’e-mail con cui il dott. Luca Dal Corso ricostruisce il percorso svolto e ringrazia le diverse istituzioni scolastiche che quest'anno hanno partecipato ai progetti. 

Desidero esprimere qui, a mia volta, il mio più sentito ringraziamento al dott. Dal Corso e al suo gruppo di lavoro, alla Direttrice SSPI (Servizio per lo Sviluppo della Professionalità e l'Innovazione) prof.ssa M. A. Cerruto e alle Responsabili Scientifiche dei progetti, prof.sse F. Moretti e M. Rimondini, per il loro prezioso lavoro e per la competenza e passione con le quali permettono a diverse istituzioni pubbliche (la scuola in primo luogo) di collaborare in progettualità dall’alto valore civico e sociale; grazie soprattutto per la capacità di coinvolgere studentesse e studenti in percorsi di crescita personale e comunitaria che valorizzano e incrementano le loro competenze scientifiche, sociali e di cittadinanza.

Anch’io auspico vivamente di poter proseguire insieme nei prossimi anni scolastici la collaborazione e le iniziative formative, esempi virtuosi di progettualità educativa.


Gentili Dirigenti Scolastici tutti anzitutto chiedo perdono a tutti se questo ringraziamento giunge oggi, al termine di questo Anno Scolastico così carico di incontri, ma mi sarebbe davvero stato umanamente impossibile raggiungere ciascuno di volta in volta.

A nome di tutto il team che, come sapete, da 6 anni porta avanti i Progetti

  • “Un battito di mani”
  • “Tieni il tempo: la Vita tra le mani” 
  • “Diamoci una scossa: la rianimazione nella scuola” desidero ringraziarVi sinceramente per aver creduto e incentivato anche questa volta l'adesione a tali iniziative.

Grazie alla Vostra disponibilità, alla collaborazione dei Vostri docenti referenti ma anche (e soprattutto) all'entusiasmo dei Vostri studenti, anche quest'anno migliaia di ragazze e ragazzi delle scuole di Verona e Provincia hanno avuto l'opportunità di acquisire competenze che vanno ben oltre un semplice apprendimento tecnico: riconoscere l'emergenza, attivare i soccorsi avanzati, intervenire con tempestività, prendersi cura dell'altro riconoscendosi parte attiva della propria Comunità.

Quello che negli anni è nato come un Progetto di educazione civica è oggi diventato una vera e propria filiera educativa delle competenze salvavita, riconosciuta da Italian Resuscitation Council (IRC) come un modello strutturato unico nel suo genere nel panorama Nazionale.

Attraverso la partecipazione progressiva ai diversi progetti - che iniziano nella V primaria- gli studenti vengono accompagnati lungo il proprio percorso scolastico in un sistema di formazione e retraining che consente loro di tornare periodicamente sulle manovre di rianimazione cardiopolmonare e di utilizzo del defibrillatore. Di fatto, nel corso della loro esperienza scolastica, i ragazzi hanno l'opportunità di essere nuovamente coinvolti ogni due anni in percorsi formativi dedicati alle competenze salvavita, consolidando conoscenze, abilità e consapevolezza civica.

I numeri raggiunti in questi anni testimoniano la forza di questa alleanza educativa tra scuola, sanità, università e territorio: oltre 21.000 studenti coinvolti, testati e ritestati dal 2021 ad oggi. Ma il dato più significativo non riguarda soltanto quante persone sono state raggiunte da questa formazione.

Riguarda il cambiamento culturale che desideriamo generare insieme. Le attività di ricerca sviluppate parallelamente ai progetti formativi, presentate in importanti contesti scientifici Nazionali ed Internazionali, ci hanno restituito un messaggio molto chiaro: imparare a salvare una vita non significa soltanto acquisire delle skill: per molti studenti questa esperienza ha rappresentato un'occasione di crescita personale, di sviluppo dell'autoefficacia, della responsabilità e della fiducia nelle proprie capacità.

Da queste evidenze è nato quest'anno il nuovo Progetto “Pillole di Primo Soccorso Peer to Peer”. Per la prima volta nel Paese gli studenti già certificati "Esecutori DAE" sono diventati protagonisti diretti del processo educativo, trasferendo le proprie competenze ai compagni più giovani attraverso attività strutturate di educazione tra pari. Un passaggio che, dopo aver analizzato i dati provenienti dai questionari di gradimento, riteniamo del tutto straordinario: i ragazzi non sono più soltanto destinatari della formazione, ma diventano essi stessi risorsa educativa per la loro comunità scolastica.

La fase pilota che in questa edizione ha coinvolto 119 studenti tutor ha permesso di raggiungere 826 coetanei più giovani, dimostrando concretamente come il protagonismo giovanile possa trasformarsi in uno strumento potente di diffusione della cultura del soccorso, della collaborazione e della responsabilità civica. Questa è forse la più grande soddisfazione del percorso che stiamo costruendo insieme: vedere gli studenti passare dal ruolo di apprendisti a quello di cittadini attivi, capaci di trasmettere conoscenze, valori e competenze che possono fare la differenza nella vita delle persone. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la Vostra fiducia e il Vostro supporto. Per questo desidero esprimere la mia più sincera gratitudine a Voi, ai Docenti Referenti, ai Consigli di Classe, di Istituto e a tutta la comunità scolastica che ha accolto e sostenuto queste iniziative. Con l'auspicio di poter proseguire insieme questo percorso anche nel prossimo anno scolastico, continuando a costruire una scuola che educa alla competenza, alla responsabilità e alla cura dell'altro, auguro a tutti Voi - singolarmente- un meritato periodo di riposo.

Con la riconoscenza di sempre, a nome mio unitamente a quello della Direttrice SSPI Prof. ssa M.A. Cerruto, delle Responsabili Scientifiche Prof. sse F. Moretti e M. Rimondini.

Dr. L. Dal Corso
Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona

PS. Lascio in allegato 4 immagini rappresentative delle migliaia disponibili di questo Anno scolastico: un disegno delle Primarie , in cui una bambina riassume l'attività come l"esser diventati super eroi salva vite", un commento emozionale della secondaria di I grado - nel quale la studente dichiara di essersi sentita "speciale- importante", una riflessione della secondaria di II grado, e un commento di chi ha partecipato come discente alla "Peer education", che mette in evidenza come - in un clima non giudicante in cui è ammesso l'errore- lo studente trova fiducia nel se'.